Riflessioni Psicosocioanalitiche

Sviluppo e cambiamento

Il Soggetto Incompiuto

Siamo tutti irrimediabilmente diversi, portatori di una diversità che ci rende “Unici”. Un’unicità, che è caratteristica tutti gli esseri viventi. È arduo, infatti, affermare di aver visto due gatti o due alberi identici fra loro.

L’unicità di ogni componente della specie, è il prodotto imprevedibile degli incontri variegati con ciò che è altro da sé: delle fitte interazioni che si sviluppano con l’ambiente di vita.

I soggetti umani, dotati di coscienza a differenza di altre forme di vita , hanno la necessità di dare un significato alla propria diversità attraverso processi riflessivi in grado di alimentare la consapevolezza di sé e stimolare attività di auto-realizzazione.

Noi diciamo: voglio fare il giornalista, il medico, l’ingegnere … e, di solito, non sappiamo spiegare perché. Noi, al massimo, possiamo dire che, attraverso processi inconsapevoli riguardanti il nostro rapporto con la realtà, abbiamo maturato un sogno… ed è quel sogno , questa forma così umana di consapevolezza di sé che innesca la propensione alla crescita, e al cambiamento.

Cambiamenti di vita e processi di sviluppo che si realizzano attraverso un’evoluzione personale, che tiene conto dei talenti e delle fragilità radicati nella nostra diversità.

È a partire dal sogno, dai nostri obiettivi personali che noi diamo senso ai nostri progetti e intraprendiamo le nostre avventure: la perdita di questa relazione genera disagio, noia, senso di fallimento. Un fallimento, che spesso dipende da un mancato sviluppo dell’autostima (l’angoscia della bellezza), che inibisce la ricerca di un maggior benessere emotivo.

La perdita della relazione intima fra sogno e progetto fa smarrire la diversità e le differenze che ci mettono al mondo, inibisce nuove possibilità di vita, di crescita personale e professionale

Per recuperare la connessione è necessario soffermarsi ai bordi della strada e chiedersi qual è il punto, lo snodo, il bivio in cui ci si è persi. Oppure il luogo in cui si è esitato, in cui non si è stati abbastanza resilienti, in cui si è perseguito un auto-tradimento.

Il frangente in cui si sono voltate le spalle a una vita avventurosa e incerta, che avrebbe consentito di impiegare tutte le energie disponibili e sentirsi protagonisti di una narrazione che avrebbe innescato processi di trasformazione personale

Quella che chiamiamo carriera è l’avventura che abbiamo intrapreso per realizzare il nostro sogno, un progetto sempre esposto agli eventi imprevedibili che ci circondano, che si nutre della nostra motivazione , dalla nostra capacità di gestire le pressioni dell’ambiente.

Il sogno cambia con l’incessante mutare dell’ambiente nella misura in cui noi stessi necessariamente evolviamo, cambiando i nostri progetti. La carriera è una narrazione fatta di vicende imprevedibili, che implicano la continua consapevolezza del ruolo che vogliamo interpretare perseguendo un sogno mutevole e step continui di crescita individuale.

Quando perdiamo il filo della narrazione che è la realizzazione, della nostra diversità, dobbiamo fermarci sul lato della strada per recuperare il filo della nostra storia, comprendere dove abbiamo fallito rispetto al cambiamento che dovevamo gestire, e dove abbiamo mancato nello sviluppo dei nostri talenti e delle nostre competenze. Dove non siamo riusciti a vedere la bellezza celata nelle nostre fragilità.


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